Testimonianza di Roberto Stampa E-mail

FINALMENTE LIBERO

Mi chiamo Roberto, sono nato nel 1967 e voglio raccontarvi la mia storia. Posso dire onestamente di essere stato “il male in persona” e sono finito in carcere dove ho scontato una pena di dodici anni e mezzo. Vendevo la morte spacciando droga, facevo del male alle persone, ero io stesso un tossicodipendente, tuttavia mi sentivo invincibile perché molti mi cercavano per acquistare droga. Ero un perverso. Un giorno mi “svegliai” e mi trovai in carcere; stavo male e non c’era nessuno di quelli che prima mi cercavano. Soffrivo, soffrivo, ma ero solo, dimenticato da tutti. L’unica persona che ancora mi amava era mia madre, ma era lontana e quindi le mie sofferenze aumentavano. Questo, però, era soltanto l’inizio di un risveglio, anche se io ancora non lo sapevo. La mia vita non era più sotto il mio controllo e questo mi spaventava tanto da farmi pensare ogni giorno al suicidio; la depressione prese possesso di me e fu soltanto l’amore per mia madre a trattenermi dal togliermi la vita. Intanto l’inferno era dentro e attorno a me perché la giustizia terrena giustamente mi condannava ad una pena molto pesante, conseguenza di quello che avevo commesso. Mi ammalai ancora di più: il mio matrimonio andò in frantumi e, all’interno del carcere, vedevo odio, male, perversità. Per la prima volta ebbi paura, una paura mai provata prima. Gli anni trascorrevano dietro le sbarre del carcere di Opera (MI).

Un giorno venni chiamato a colloquio da un’assistente volontaria: quando questa donna entrò nella stanza improvvisamente mi sentii sereno, con una tranquillità che non avevo da quando ero bambino. Iniziai a parlare con questa donna come se la conoscessi da anni, riuscivo persino a sorridere. Ad un tratto scoppiai in un pianto liberatorio, lei mi accarezzò una mano e io vidi come una luce. Quella donna mi disse che DIO è buono e che il SIGNORE dà sempre una possibilità per ravvedersi. Io le chiesi: “Anche a me che ho fatto tanto male?” “Si, anche a te - fu la sua risposta - perché tu sei una creatura di DIO... accettalo nella tua vita e sarai salvato”. Io piango ancora adesso solo nel raccontarvi tutto ciò, perché il SIGNORE mi ha scelto! Uscii da quella stanza con un sorriso bellissimo e con la pace nel cuore, perché il SIGNORE mi stava parlando. Dopo qualche tempo venni trasferito nel carcere di Bollate (MI), ma il SIGNORE aveva un piano meraviglioso, perché nulla succede a caso e, nel nuovo carcere, trovai delle persone che mi accolsero con tanto amore insegnandomi i principi fondamentali della fede cristiana. Tutte le settimane venivano a prendermi in cella per condividere il messaggio del Vangelo in una sala messa a disposizione dalla direzione del carcere e quasi ogni giorno potevo avere colloqui individuali con loro. Dopo aver scontato interamente la mia pena, sono tornato nella mia città natale e porto sempre nel mio cuore questi amici, perché il SIGNORE mi ha parlato attraverso di loro. Anch’io adesso mi impegno ad amare Dio perché Lui per noi tutti è un PADRE.

Oggi ho una vita nuova, sono felice e sereno e ho scelto di dedicare il resto dei miei giorni al SIGNORE, perché LUI dà gioia, serenità, pace, ristoro, amore, vita eterna. Frequento una Chiesa Cristiana Evangelica, condivido con altri credenti la mia nuova vita in Cristo e ho al mio fianco una moglie con cui divido lo stesso amore, GESÙ.

Quando credevo di essere qualcuno non ero nessuno, oggi che agli occhi della gente potrei sembrare uno qualunque sono invece un figlio di Dio.

 

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